venerdì 4 aprile 2008

Partecipa al progresso del tuo paese

Se alle prossime elezioni politiche dovesse prevalere il Partito Democratico e l’Italia dei Valori, forse molte cose della società italiana miglioreranno; se invece dovesse prevalere il Partito delle “Libertà” molte altre cose continueranno a migliorare nelle aziende familiari e nelle società controllate da Berlusconi.
In ogni caso, che vinca Veltroni o Berlusconi la sorte del Comune di Fabrica di Roma resterebbe immutata.
Se successivamente al periodo 1870-1943, la famiglia di antiche origini fabrichesi Cencelli-Perti espresse ben tre parlamentari, e successivamente nessun altro concittadino ha ricoperto posti di rilievo nelle alte istituzioni amministrative, ciò significa che nessun nostro rappresentante locale ha potuto contare per portare benefici al paese.
Il disagio che a tutt’oggi continuano a vivere i cittadini del Parco Falisco, i quali vengono ancora considerati abitanti di un consorzio privato, quindi polli da spennare con una tassazione altissima, senza neanche avere in cambio i giusti servizi, sta a dimostrare come le promesse elettorali siano spesso solo ipocrite cianfrottole.
Ma la responsabilità non è solo di chi governa, ma anche dell’attitudine di certi governati a non impegnarsi e ad accettare il clientelismo (l'anticamera delle ingiustizie e dei conflitti sociali) con entusiasmo o con fatalità.
Se noi cittadini non ci riprendiamo la politica e la gestiamo dal basso, costringendo i governi comunali e sovracomunali a prendere in considerazione le nostre necessità locali, continueremo ad essere dei poveri sudditi, anzi dei miserabili sudditi, vista l’indigenza in cui ci hanno spinto.
Seppure lo spettacolo offerto dalla casta politica induca le persone a disertare le urne, non votare non risolve i problemi italiani e non costringe i disonesti della politica a cambiare atteggiamento. La politica cattiva si può cambiare solo con la politica buona, con una classe dirigente di persone oneste e capaci.
Pertanto vi invito a dare fiducia ad Antonio Di Pietro, che ha creato Italia dei Valori, il partito per la legalità: il magistrato che nei primi anni Novanta ha combattuto il malaffare nelle pubbliche amministrazioni; il politico che ha sempre contrastato Berlusconi nel ruolo di Presidente del Consiglio e favoreggiatore di proprie società; il parlamentare che si è opposto all’indulto (26.000 pregiudicati messi in libertà), agli sprechi della pubblica amministrazione, ai costi della politica; il Ministro delle Infrastrutture che in quest’ultima legislatura aveva appena avviato dei grandi progetti di rinnovamento dell’Italia.
Votare la Lista Italia dei Valori significa far eleggere Antonio Di Pietro in questo territorio, e, quindi, cominciare ad avere un rapporto diretto con la sua segreteria, al fine di raccordare con la Regione Lazio quei necessari progetti di cui ha bisogno Fabrica per migliorare lo stato sociale e l’economia dei suoi abitanti, che qui riassumo nei punti principali: ampliamento dei servizi pubblici al Parco Falisco e Falleri; un grande parcheggio e un grande parco in prossimità del centro storico; la creazione del parco archeologico di Faleri Novi (necropoli nella foto) fruibile anche come parco cittadino; la creazione di un ente per gestire il parco suddetto e la tenuta agricola del Quartaccio; la creazione di un Museo del territorio.
Progetti che ho da tempo suggerito all’attuale Giunta senza essere ascoltato...
I cittadini di Fabrica, soprattutto giovani, non possono continuare a fare gli spettatori passivi del declino del luogo in cui vivono. Il futuro è nelle loro menti, nella loro sensibilità, e solo con la loro partecipazione alla vita pubblica possiamo sperare di dare un futuro migliore al nostro paese.

1 commento:

Valerio ha detto...

Che Berlusconi in politica si sia preoccupato più della sorte propria e dei suoi discussi amici che non dei problemi del Paese è innegabile. Che nelle liste elettorali del neopartito berlusconiano siano presenti soggetti impresentabili è altrettanto evidente.
Che la soluzione dei problemi in cui si dibatte il nostro Paese sia nelle mani del Partito Democratico di Prodi (burocrate di professione) e del Segretario Veltroni (politico di mestiere) non mi pare lo si possa dare come affermazione sicura. Se non costituissero l’unica alternativa possibile a Berlusconi, come dice Travaglio, di loro nemmeno si parlerebbe.
Per quanto riguarda Di Pietro il mio giudizio era prudente all’epoca di “Mani Pulite” (rimane discutibile l’uso coercitivo che si è fatto in quella stagione della carcerazione preventiva) e rimane dubbioso in questa nuova fase “politica” dell’ex poliziotto nonché ex magistrato ed ex docente e conferenziere.
Credo che si sia tutti d’accordo sulla necessità moralizzatrice della classe politica. Chi non vorrebbe che gli stessi partiti si preoccupassero di emarginare e allontanare chiunque fosse inquisito, fino a innocenza dimostrata, e di espellere i condannati?
Non mi pare che Di Pietro - che non si è dimesso da ministro del governo che ha varato l’indulto provocandone la caduta e impedendone così l’attuazione ma si è limitato a salvare la faccia votando contro quando il suo voto non era determinante dal momento che anche la minoranza aveva interesse a salvare molti dei suoi – possa contribuire in modo determinante alla moralizzazione di cui sopra.
Continua a fare il magistrato perseguendo l’attuazione delle leggi nel ministero anziché in tribunale ma questa, a mio modesto avviso, è una stortura tutta italiana. Va bene che il rigore morale scarseggia ed è apprezzabile ma può essere l’unico requisito di un Politico? Quale è la visione della società di Di Pietro? Quali priorità individua? Oltre che perseguire l’applicazione di quelle esistenti sarebbe in grado di proporre e sostenere leggi di nuova concezione che prendano atto di come si è trasformata la società? Non vedo segnali confortanti in questo senso.
Sono abbastanza stanco di sentir ripetere la solita solfa del cittadino che deve attivarsi nella gestione della cosa pubblica, affermazione, questa, che sottintende sottilmente una qualche responsabilità individuale della situazione presente. Il fatto è che i cittadini hanno da fare altre cose: lavoro, famiglia, preoccupazioni pratiche di ogni genere ed un minimo di tempo libero da dedicare a ciò che più gli piace. Come si può chiedergli di controllare o, addirittura, fare anche il lavoro che ci sono altri pagati per svolgere?
Chi ha la passione dedica il proprio tempo libero ad informarsi o a combattere cose che non condivide, ma se uno la passione non ce l’ha perché, magari, gli piace di più andare a pesca? Merita per questo quel che stanno facendo al Paese dove vive? Non lo credo.
L’informazione non fa il proprio dovere di inchiesta e denuncia, la magistratura fa quel che può e la classe politica fa quel che vuole. Che incentivi o strumenti ha il cittadino che decida di attivarsi per esercitare un minimo controllo? Nessuno. Internet è ancora un mezzo elitario è non è neanche attendibile al cento per cento. Ogni notizia della rete va controllate e ricontrollata perché ciascuno può scrivere ciò che vuole.
Per questo motivo, insieme ad alcuni amici, abbiamo dato vita ad una Associazione denominata A.S.A.P. Associazione di Servizi all’Attività Politica. Nostro scopo è di fornire uno strumento per chi vuole attivarsi, o soltanto informarsi, alternativo ai partiti e che nasca veramente dal basso.
Vogliamo offrire la possibilità a cittadini estratti a sorte (che superino un esame di cultura generale e che si assumano l’impegno a non ricoprire più di un mandato) di partecipare ad un sistema capillare di primarie per la individuazione di candidature per ogni ruolo elettivo nell’ambito, per ora, del collegio VT01 della Camera.
Vogliamo arrivare alla stesura di programmi attuabili e concreti che provengano da uno studio serio e scientifico del territorio e da questionari sottoposti alla gente che vi abita.
Vogliamo istituire corsi di computer con sistema operativo Linux che offrano anche la possibilità, a costo contenuto compreso nel corso, di acquistare un PC e di portarselo a casa.
Vogliamo pubblicare un giornale, per ora quindicinale, che dia risalto alle notizie che la grande stampa nasconde o strumentalizza.
Vogliamo una società ed un mondo migliore non per noi ma per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.
Chiunque voglia saperne di più può scrivere a asap.associazione@gmail.com o telefonare, solo nelle ore pomeridiane, alla nostra sede in piazza del Duomo, 12 a Nepi per conoscerci e confrontarsi. Il numero è 0761281788.
Valerio Chiezzi